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Quando il Poeta è Sommo, il viaggio all'inferno è assicurato un colloquio con Salvo Zappulla di Morena Fanti Un libro molto divertente scritto con garbata ironia e verve incandescente, una sorta di denuncia pungente, anche se mascherata dal velo della satira, delle cose che non vanno nel nostro Paese. Molto curato anche nei dialoghi, il romanzo presenta alcune chicche, come il brano dell’incontro tra il Sommo e una sedicente Francesca da Polenta, avvenuto in discoteca. Il rapporto tra Zappulla e il Sommo Poeta è altalenante tra affetto e punzecchiature. Dante è un grande e come tale mal sopporta le altrui debolezze e Zappulla è un allievo spesso indisciplinato e irriverente come lo ritroviamo nei suoi romanzi. E irriverente lo sei stato davvero, in questo tuo romanzo, Salvo. Nei gironi danteschi hai messo davvero tutti: dai politici ai faccendieri, passando per i Pontefici. Quanto ti sei divertito a scrivere questo romanzo? E quanto è importante per te scrivere coniugando passione e divertimento? R. Sì, per me è importante scrivere coniugando passione e divertimento. Mi annoierei a prendere me stesso e la scrittura troppo sul serio. Forse non sarei mai capace di scrivere un romanzo storico che mi costringerebbe a documentarmi, a spulciare nelle biblioteche ecc. ecc. Troppo faticoso. All'inferno ho messo tutti quelli che sono capitati a tiro della mia fantasia ma senza voler fare moralismo spicciolo. Certo, finire all'inferno non piace a nessuno, spero che qualcuno non se la prenda e accetti di stare al gioco, soprattutto qualche personaggio politico che in questo momento va per la maggiore. Il tema dell’Inferno dantesco è uno dei più riletti nei secoli e tale rimarrà forse. Secondo te, qual è il motivo del fascino che l’inferno esercita su di noi? Perché, ad esempio, non si scrive quasi mai del Paradiso e perché a nessuno verrebbe in mente di fare un viaggio là? R. L'inferno ha sempre suscitato sulla nostra immaginazione un certo fascino perverso. In passato i preti ne hanno fatto uno strumento di potere speculando sull'ignoranza della massa. “Se non ti comporti bene, ti spedisco a bruciare tra le fiamme dell'inferno!”. Una minaccia che aveva un effetto devastate sulla povera gente. Il paradiso in fondo è visto come un luogo piuttosto noioso: soavità, musica celestiale e tanto rilassamento. Dici che a nessuno viene in mente di fare un viaggio là?... sai che mi stai facendo venire un'idea... che ne diresti se andassi a scomodare il Padreterno per sapere cosa ne pensa di questa situazione scellerata? Sì, mi sembra proprio una buona idea. Il rapporto tra Dante e lo scrittore, definito perfino scrittorucolo dal Grande Maestro, è molto contrastato e sfocia spesso in diverbi pungenti tra i due. Mi ricorda certi rapporti tra impiegato e capufficio che abbiamo visto spesso in vecchi film e commedie. Forse la tua è una scrittura molto “visiva”, quasi cinematografica. Che ne pensi? R. Ottimo suggerimento. Potremmo consigliare a Benigni di ricavarci un film; lui che è un grande estimatore del Sommo e che prende spesso di mira i politici, sarebbe perfetto nel ruolo di Dante, anche il nasone è quasi identico. Roberto, se ci sei batti un colpo! In quanto al rapporto con il Sommo, ci tengo a sottolineare che, nonostante qualche battuta irriverente da parte mia, viene sempre trattato con affetto e stima. E' un dialogo all'insegna del rispetto, come si conviene tra grandi. (Oddio! Questa mi è scappata...)
Salvo Zappulla, giornalista e scrittore, risiede a Sortino (SR). Ha pubblicato varie opere di narrativa e fiabe per bambini con piccole case editrici siciliane. Edizioni in ristampa dei romanzi di Zappulla sono state corredate da schede didattiche e adottate, come narrativa, nelle scuole medie. E’ il presidente dell’associazione culturale Pentelite che organizza la Mostra-Mercato dell’editoria siciliana a Sortino. Presidente del Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino”, Cura annualmente la rivista Pentelite. Collabora alla pagina culturale del quotidiano “La Sicilia”, alla rivista “I siracusani”, al quindicinale ”La voce dell'Isola” e a diversi siti letterari. Nel 2006 si è classificato 2° con un testo teatrale inedito al premio Massimo Troisi. Attualmente è in corso di stampa con la casa editrice “Il pozzo di Giacobbe” la fiaba “Lo sciopero dei pesci”, illustrazioni di Carla Manea.
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